1. Se sei in questa rubrica vuol dire che sai fare qualcosa. Descrivila brevemente (altrimenti non servono le altre domande).

Vedo gente e scrivo cose. Ecco questo secondo punto credo sia il motivo per cui mi trovo qui dentro.

2. Da quanto tempo lo/a fai?

A stima poco meno di una decina di anni.

3. Ti sei ispirato a qualcuno quando hai iniziato? Cosa ti ha colpito?

Sono sempre stato un discreto lettore, specie fino a quando ho continuato ad utilizzare i mezzi pubblici. Non saprei dirti se ci fosse stato un autore particolare a farmi scattare la molla. Sono che a un certo punto della mia vita ho sentito la necessità di scrivere.

4. Quanto tempo dedichi a questa tua attività? Hai mai pensato di non avere tempo per te o di dedicarne troppo poco per le altre cose?

Meno di quello che realmente vorrei, ma perché gli interessi sono molti e io sono una persona “ciclica”. Alterno periodi in cui scrivo molto ad altri in cui leggo oppure guardo serie tv oppure mi ritrovo rapito da qualche videogame. In tutto questo cerco di avere anche una vita sociale.

5. Chi sono le persone grazie alle quali non faresti quello che fai?

Sicuramente Fulvio Romanin che mi ha insegnato qualche trucco e Federico Bebber che mi sprona in continuazione a seguire le mie passioni. Non dimentico nemmeno i miei genitori che hanno sempre incoraggiato qualsiasi cosa “artistica” che io abbia fatto.

6. Ma andiamo sul personale. Si dice che una persona sia quello che mangia. Che alimentazione e che abitudini hai?

In pratica sarei della pasta al pesto. Cerco di mangiare meno cibo spazzatura possibile anche se patatine, arachidi, burger king e kfc mi tentano spesso.
Consumo molta pasta e yogurt, ma anche patate e qualche verdura. La carne (intesa come bistecche al sangue alte almeno un paio di cm) solo quando vado a mangiare fuori (e non succede spessissimo).

7. Colore preferito. E perché?

Non ne ho uno in particolare. Credo comunque che il blu e il rosso siano quelli che mi colpiscono di più. Sono due colori comunque contrastanti nella psicologia dei colori.

8. Classifica dei 3 consigli/trucchi da tenere sempre a mente quando fai qualcosa.

a) Mi dispiace smontare i sogni altrui ma chi vi dice che tutti possiamo essere tutto mente. Possiamo essere quello che il nostro talento ci permette e sta a noi scoprirlo.
b) Guardati attorno. Il mondo è grande e ci sarà sempre qualcuno che potrà insegnarti qualcosa in più. Non considerarti mai arrivato.
c) Studia. Qualsiasi passione va coltivata, migliorata, perfezionata fino a quando non diventa qualcosa di naturale e non sei costretto a pensare troppo per ottenere almeno un risultato sufficiente.

9. Di qualcosa su di te che pochissime persone sanno.

Quello che poche persone sanno deve rimanere tale.

10. Single o con partner?

Ho da poco una relazione stabile.

11. Quante persone ti seguono o ti riconoscono quando vai in giro?

Forse è successo un paio di volte che qualcuno mi fermasse perché mi aveva visto ai banchetti di Doro Gjat o all’Angolo di Blud. Sinceramente va bene così.

12. Se avessi la possibilità di tornare indietro nell’esatto momento prima di iniziare la tua avventura, con la cognizione che hai adesso, rifaresti gli stessi passi o cambieresti qualcosa?

Cambierebbero molte cose credo. Fare ciò che ho fatto in passato con la consapevolezza odierna avrebbe reso tutto più facile. Ma dove sarebbe il bello della sfida poi?

13. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai qualcosa da spoilerarci?

Ho un paio di romanzi nel cassetto che vorrei ultimare. Il mio problema è che sono una persona da racconti brevi e quindi sto facendo molta fatica ad andare avanti.

14. Dove ti può trovare la gente interessata a quello che fai (o che magari può interessarsi)?

Facebook è il social che uso più spesso e dove metto ciò che faccio quando lo faccio. I miei libri comunque si trovano sugli store digitali sian in ebook che in cartaceo.

15. Fai un discorso di saluti come fossi il/la migliore nel tuo campo durante il convegno più importante al mondo.

Giuro che non riesco ad immaginarmi mentre ricevo il Nobel per la letteratura, ma mi riesce meglio immaginarmi ricevere un tai in osteria.
Indipendentemente dall’occasione credo che la parola GRAZIE racchiuda già tutto ciò che serve. Se volete al massimo ci aggiungo un inchino in stile giapponese.
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